Riclassificazione dello stato patrimoniale

Redazione

Lo stato patrimoniale civilistico prevede un’esposizione delle voci di bilancio secondo un criterio di tipo prevalentemente finanziario. Esso non consente, pertanto, una immediata e completa lettura dei profili finanziario e funzionale. E’ necessario, quindi, procedere a una riclassificazione dello schema legale.

ùL’attività di riclassificazione presenta complessità a seconda che il soggetto chiamato ad effettuarla sia interno o esterno all’impresa.

L’analista interno all’azienda può, infatti, riclassificare lo stato patrimoniale attingendo, laddove necessario, a fonti informative interne (contabili ed extra-contabili).

L’analista esterno deve superare le limitazioni dell’informativa pubblica mediante delle assunzioni e delle semplificazioni. A tal fine, in taluni casi è di ausilio la lettura della relazione sulla gestione e della nota integrativa, oltre che dalla natura e dalla scadenza (entro o oltre l’esercizio successivo) desumibili dalla lettura di alcune voce di bilancio. In taluni casi, si tratta di valutazioni soggettive. Pertanto, l’intero processo di riclassificazione e analisi rimane nella responsabilità professionale dell’analista di bilancio.

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