Salta al contenuto principale

Spese di rappresentanza e spese di pubblicità

La qualificazione di talune spese tra quelle di pubblicità o di rappresentanza ha un rilievo sostanziale in quanto sono soggette ad un diverso trattamento fiscale. Le spese di pubblicità e propaganda sono deducibili al 100% nell’esercizio in cui sono sostenute, mentre per le spese di rappresentanza ci sono dei limiti. Nella R.M. n. 137/E/2000/184918 il Ministero ha dichiarato che si possano qualificare di pubblicità le spese per le quali sia oggettivamente dimostrabile il collegamento con i ricavi sì da considerare le stesse costi d'esercizio interamente deducibili dal reddito. Il Ministero ha individuato due diversi criteri distintivi tra spese di rappresentanza e spese di pubblicità: le spese di rappresentanza sono normalmente gratuite, ossia mancano di un corrispettivo, mentre le spese di pubblicità sono conseguenti alla stipula di un contratto (1); le spese di rappresentanza sono sostenute dall'impresa con l'intento di offrire una immagine di se positiva, mentre le spese di pubblicità sono finalizzate alla diffusione di un prodotto e quindi tendono ad intensificare la domanda dello stesso. Le spese di sponsorizzazione sono assimilate alle spese di pubblicità e propaganda (Cfr. Ris. Min. 17/6/1992 n. 9/204).
(1) Principio di carattere generale già affermato nelle risoluzioni: RM 5/11/1974 n.2/1016; RM 25/10/1980 n.9/213; RM 17/6/1992 n. 9/204; RM 17/9/1998 n. 148/E; RM 17/2/1999 n. 30/E.

Tipo Scrittura
Numero Scrittura
29