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OIC 4 - Fusione e scissione: 4.6.2. Profili contabili della fusione inversa - a) ipotesi principale di fusione inversa con partecipazione di controllo totalitaria - Part. I Fusione

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA: LA FUSIONE
4. BILANCI E DOCUMENTI CONTABILI NELLA FUSIONE
4.6.2. Profili contabili della fusione inversa
Descrizione

In tale situazione, ed in particolare nel caso in cui la controllante-incorporata abbia nel proprio patrimonio come unica attività la partecipazione totalitaria nella controllata- incorporante, per la soluzione dei problemi sopra indicati occorre tener presente quanto segue:
a) le azioni della controllata-incorporante di cui la stessa viene in possesso a seguito della fusione è opportuno che vengano assegnate ai soci della controllante- incorporata anziché essere annullate; ciò avverrà, come ritenuto da dottrina e giurisprudenza (21) nella stessa proporzione in cui essi partecipavano al capitale della controllante-incorporata. Si avrà di conseguenza una sostituzione delle azioni della controllante-incorporata, che vengono annullate, con le azioni della controllata- incorporante e, pertanto, un vero e proprio concambio. Quest’ultimo, peraltro, non essendo determinato sulla base di una ponderazione dei valori effettivi dei patrimoni delle due società vede, per analogia, l’applicazione delle disposizioni dell’art. 2505, primo comma, del Codice Civile, e non è quindi richiesto l’accertamento della congruità del rapporto di cambio da parte di un esperto nominato dal Tribunale. Tuttavia, il ricorso all’esperto si ritiene necessario qualora debbano determinarsi rapporti di cambio “multipli” (ad esempio per la presenza nella controllante- incorporata di varie categorie di azioni, mentre la controllata-incorporante ha solo azioni ordinarie salvo che, come è stato rilevato in dottrina, la controllante non abbia un unico socio nelle cui mani si concentra l’intera partecipazione);
b) poiché la fusione diretta e la fusione inversa costituiscono due modalità diverse della fusione per incorporazione ed hanno un’identica disciplina giuridica, e poiché gli effetti economici dell’operazione (anche in base al principio di prevalenza della sostanza sulla forma) non possono essere diversi, il complesso economico unificato dopo la fusione non può che avere lo stesso valore, sia che si effettui una incorporazione diretta o una incorporazione rovesciata;
c) come è stato dimostrato dalla dottrina, sia che le azioni della controllata-incorporante vengano utilizzate da quest’ultima per il concambio, sia che esse vengano considerate azioni proprie ed annullate (con contestuale riduzione di capitale sociale ed attribuzione ai soci dell’incorporata delle nuove azioni dell’incorporante emesse a seguito di un apposito aumento di capitale a servizio della fusione), il risultato finale in termini di valore del complesso aziendale unificato dopo la fusione non cambia. Su tali presupposti, i valori correnti delle attività e passività ed il relativo avviamento della controllata-incorporante, che hanno determinato il prezzo di acquisto della partecipazione totalitaria, comunque sussistono e quindi, se possono essere fatti emergere nell’operazione di fusione diretta, e nei limiti del disavanzo di fusione, possono essere fatti emergere anche nell’ipotesi della fusione inversa;
d) l’obiezione, di parte della dottrina, relativa al fatto che con la fusione inversa non si ha la sostituzione del costo di una partecipazione - bene di secondo grado, con le attività e passività - beni di primo grado che essa rappresenta, e che di conseguenza l’attribuzione a tali attività e passività di un costo sostenuto dalla controllante non potrebbe essere realizzata, non è rilevante.
Un’autorevole dottrina, prima ancora della introduzione nel nostro ordinamento (sia pure in forma parziale ed in modo non chiaro, con la modifica delle disposizioni dell’art. 2423-bis, 1° comma, n. 1 Cod. Civ) del principio di prevalenza della sostanza sulla forma, ha sostenuto che con la fusione inversa i soci della controllante, che prima erano i titolari, in senso economico, del patrimonio della controllata in via mediata ed indiretta attraverso la partecipazione totalitaria posseduta dalla controllante, lo diventano ora direttamente per effetto della fusione attraverso la titolarità ad essi attribuita di quella partecipazione (22)Questa conclusione risulta oggi rafforzata applicando il principio di prevalenza della sostanza sulla forma e pertanto, qualunque siano le modalità di attuazione della fusione, per i soci della controllante-incorporata i beni della controllata-incorporante hanno sempre lo stesso costo e l’attribuzione del plusvalore agli elementi dell’attivo della controllata-incorporante e l’iscrizione dell’avviamento rispondono sempre al principio posto dall’art. 2504-bis, quarto comma, del Codice Civile, con il trasferimento del costo della partecipazione sui beni della controllata.
Sia in caso di fusione diretta che inversa il complesso aziendale unificato possiede un valore economico che giustifica quelle rivalutazioni entro i limiti delle imputazioni agli elementi dell’attivo e del passivo in precedenza effettuate in sede di consolidamento della controllata. Per tali limiti si rinvia al successivo paragrafo 4.7.
In conclusione, nell’ipotesi principale di fusione inversa qui esaminata, il disavanzo che si viene a creare, se sono presenti le condizioni previste al paragrafo 4.4.3.1, deve essere imputato alle attività e passività della società controllata-incorporante e/o al suo avviamento.
(21) Cfr. nota 10.
(22) “Nel caso della fusione inversa ... è vero che i soci dell’incorporata si sostituiscono a quest’ultima nella partecipazione al capitale dell’incorporante, acquisendone la titolarità economica; titolarità economica il cui costo, benché originariamente sopportato dalla società incorporata, costituisce un’espressione economicamente obiettiva del valore dell’attivo e del passivo dell’incorporante e giustifica una riespressione dei relativi valori nel bilancio di apertura, esattamente come nel caso della fusione diretta”. “Per i soci ... i beni che saranno rappresentati dalle azioni o quote che essi avranno in mano dopo l’attuazione della fusione ... hanno sempre quel costo, senza che alle modalità dell’operazione si possa riconoscere alcuna influenza” (Marco Saverio Spolidoro, Effetti patrimoniali e rappresentazione contabile della fusione inversa, in Le Società, 2000, pagg. 333 e ss.) (corsivi aggiunti)