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OIC 4 - Fusione e scissione: 4.4.3. Le differenze di fusione - la disciplina giuridica degli avanzi e disavanzi di fusione: aspetti generali - l’avanzo di fusione e il suo trattamento contabile b) l’avanzo da concambio - Part. I Fusione

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA: LA FUSIONE
4. BILANCI E DOCUMENTI CONTABILI NELLA FUSIONE
4.4.3. Le differenze di fusione - la disciplina giuridica degli avanzi e disavanzi di fusione: aspetti generali
Descrizione

Come ritenuto dalla dottrina prevalente, l’avanzo da concambio può rappresentare o una riserva assimilabile alla “riserva sovraprezzo azioni” o una generica riserva di capitale, pertanto l’intero importo dell’avanzo è iscritto in una specifica riserva (“Riserva avanzo di fusione”) come richiesto dall’art. 2504-bis del Codice Civile, ove non ricorrano le condizioni per una sua, sia pur parziale, iscrizione nel fondo rischi per oneri e perdite da fusione sopra menzionato.
Inoltre, l’intero importo dell’avanzo (o parte di esso) nella prassi viene utilizzato per la ricostituzione delle riserve in sospensione d’imposta, ai sensi dell’art. 172 T.U.I.R..
Anche in questo caso, se il patrimonio netto contabile della partecipata non è stato determinato correttamente, occorre preliminarmente eseguire le rettifiche indicate con riferimento all’avanzo da annullamento.
A differenza di quanto avviene in ipotesi di disavanzo di fusione, in ipotesi di avanzo, sia da annullamento che da concambio, la legge non consente l’iscrizione di valori correnti delle attività e passività diversi dai valori contabili, né dell’avviamento: infatti, in ipotesi di valori correnti delle attività superiori ai valori contabili, se avvenisse una tale iscrizione con emersione di un plusvalore netto, essa aumenterebbe l’importo dell’avanzo, anziché ridurlo. Inoltre, mentre la sostituzione del disavanzo con i maggiori valori correnti delle attività (minori valori delle passività) e con l’avviamento rientra pur sempre nella logica dell’iscrizione di costi “storici” (il costo della partecipazione si trasferisce sulle attività e passività della partecipata), logica alla quale il nostro legislatore ha voluto attenersi, nel caso dell’avanzo si darebbe luogo all’iscrizione di valori correnti svincolati dal costo di acquisto della partecipazione.