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OIC 4 - Fusione e scissione: 4.4.3. Le differenze di fusione - la disciplina giuridica degli avanzi e disavanzi di fusione: aspetti generali - Part. I Fusione

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA: LA FUSIONE
4. BILANCI E DOCUMENTI CONTABILI NELLA FUSIONE
4.4.3. Le differenze di fusione - la disciplina giuridica degli avanzi e disavanzi di fusione: aspetti generali
Descrizione

Le differenze di fusione sono rappresentate dalle differenze “da concambio” e dalle differenze “da annullamento”
a) Differenze da concambio
Le differenze da concambio, che si originano nella fusione fra soggetti indipendenti, non legati da rapporti di partecipazione, sono determinate dalla differenza fra il valore dell’aumento di capitale sociale della società incorporante e la quota di patrimonio netto contabile della incorporata di competenza dei soci terzi. In particolare può emergere un disavanzo da concambio nel caso in cui il valore dell’aumento del capitale dell’incorporante sia maggiore rispetto alla corrispondente quota di terzi del patrimonio netto dell’incorporata, ovvero un avanzo da concambio nel caso in cui il valore dell’aumento del capitale dell’incorporante sia minore rispetto alla corrispondente quota di terzi del patrimonio netto contabile dell’incorporata.
Nelle incorporazioni in cui vi è più di una società incorporata, possono aversi contemporaneamente un disavanzo per una o più società ed un avanzo per altre società.
Analogamente, nelle fusioni proprie che interessano almeno due società possono aversi contemporaneamente avanzi e disavanzi da concambio.
Quando sono interessate all’operazione più società incorporate o fuse, ai fini del calcolo delle differenze da concambio, l’importo dell’aumento del capitale sociale dell’incorporante è frazionato in più parti, in base al rapporto di cambio con ciascuna delle società incorporate. Analogo frazionamento in parti si effettua nelle fusioni proprie.
b) Differenze da annullamento
Le differenze da annullamento si originano nella fusione fra soggetti legati fra loro da legami di partecipazione, e sono originate dalla differenza fra il valore della partecipazione nella società incorporata iscritto nel bilancio della società incorporante e la quota di patrimonio netto contabile della incorporata di competenza dell’incorporante. In particolare, se il valore contabile della partecipazione annullata è superiore alla quota di pertinenza nel patrimonio netto contabile dell’incorporata, la differenza costituisce il disavanzo da annullamento; se la differenza è negativa, essa costituisce l’avanzo da annullamento.
Nel caso più semplice, che ricorre con una certa frequenza nel nostro Paese, di società incorporante che sia socio al 100% dell’incorporata, non vi è concambio e non vi sono differenze da concambio.
Quando la partecipazione dell’incorporante nell’incorporata è inferiore al 100%, il concambio delle azioni o quote si effettua solo per le partecipazioni in possesso dei soci diversi dall’incorporante.
In questa ipotesi si avranno contemporaneamente:
- un avanzo o disavanzo da annullamento, in relazione alla partecipazione
dell’incorporante che viene annullata;
- un avanzo o disavanzo da concambio per la differenza tra l’aumento di capitale attribuito agli altri soci e la quota del patrimonio netto contabile della società fusa di loro pertinenza.
Si ritiene che la nuova disciplina delle differenze di fusione dell’art. 2504 bis del Codice Civile si applichi sia alle differenze da concambio che alle differenze da annullamento, per le seguenti ragioni:
- la norma in questione non opera alcuna distinzione fra i due tipi di differenze, né differenze risultano dalle relazioni alla legge delega ed al decreto delegato;
- la disciplina prevista contiene i necessari margini di elasticità per la sua applicazione a differenze di fusione aventi natura diversa;
- l’intento del legislatore è stato quello di fornire una disciplina completa del fenomeno delle differenze di fusione;
- il legislatore tributario, all’art. 172 del T.U.I.R. fornisce anch’esso una disciplina che riguarda sia le differenze da concambio che le differenze da annullamento.
Va poi osservato che, applicandosi la disciplina civilistica delle fusioni a qualsiasi operazione straordinaria di tale natura anche se effettuata nell’ambito dei gruppi di imprese, il trattamento contabile degli avanzi e disavanzi previsto dall’art. 2504-bis del Codice Civile si applica sia alle fusioni fra società “indipendenti” sia alle fusioni fra società “assoggettate ad un comune controllo”.
Per quanto riguarda la composizione del patrimonio netto contabile dell’incorporata da confrontare col valore della partecipazione per determinare la differenza da annullamento, occorre considerare se sia stata pattuita o meno la retrodatazione reddituale e contabile.
Ove sia stata pattuita la retroattività reddituale e contabile (di solito alla data di inizio dell’esercizio dell’incorporante nel corso del quale si ha il compimento del procedimento) oppure sia stato convenuto, con patto parasociale, che l’utile del periodo risultante dal bilancio di chiusura spetti ai soli soci dell’incorporata (e dunque esso non può andare ad accrescere il patrimonio di quest’ultima trasferito all’incorporante), il patrimonio netto è pari a quello risultante dal bilancio dell’ultimo esercizio anteriore a quello in cui si compie l’operazione, in assenza di operazioni che abbiano interessato le altre voci del patrimonio netto.
Ove non sia stata pattuita la retroattività reddituale e contabile della fusione, e non sia stata prevista la distribuzione dell’utile del periodo risultante dal bilancio di chiusura, ad esclusivo vantaggio dei soci della società incorporata, tale risultato va a costituire, insieme al capitale sociale ed alle riserve, l’importo del patrimonio netto contabile alla data di efficacia reale della fusione, da utilizzare per il computo del disavanzo o dell’avanzo.