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OIC 4 - Fusione e scissione: 4.3.4. Il bilancio di apertura e l’iscrizione delle attività e passività costituenti i patrimoni trasferiti alle beneficiarie - Part. II Scissione

Riferimenti OIC
PARTE SECONDA: LA SCISSIONE
4 BILANCI E DOCUMENTI CONTABILI NELLA SCISSIONE
4.3.4. Il bilancio di apertura e l’iscrizione delle attività e passività costituenti i patrimoni trasferiti alle beneficiarie
Descrizione

Come nelle operazioni di fusione, il bilancio di apertura dopo una scissione, sia totale sia parziale, è costituito solo da una situazione patrimoniale (senza conto economico) ed ha lo scopo di rilevare le attività e passività trasferite a ciascuna beneficiaria, dopo l’assestamento dei saldi contabili a seguito delle operazioni di consolidamento. I saldi da assestare sono quelli che figurano nel bilancio di chiusura, la cui configurazione è quella indicata al precedente paragrafo 4.2. È redatta una “nota esplicativa” che illustra e chiarisce i criteri di valutazione delle attività e passività, le rettifiche ed eliminazioni di consolidamento e, soprattutto, il trattamento contabile degli avanzi e disavanzi di scissione.
Se nelle scissioni con beneficiarie preesistenti il bilancio d’apertura ha solo una efficacia “interna”, nelle scissioni con beneficiarie neocostituite esso ha un valore organizzativo, al pari delle fusioni proprie, perché rappresenta la struttura, composizione ed il valore del patrimonio iniziale della beneficiaria, nonché l’importo del suo capitale sociale. Pertanto, esso dovrà essere trascritto nel libro degli inventari della nuova società (art. 2217, comma 1, Codice Civile).
Quanto al contenuto ed ai criteri di valutazione, si richiamano qui le conclusioni esposte in materia di fusioni:
a) le attività e passività sono non solo quelle iscritte nel bilancio di chiusura dell’azienda trasferita alla beneficiaria interessata, ma anche le altre attività (e passività) dell’azienda trasferita effettivamente esistenti alla data di efficacia della scissione, anche se non figuranti nel bilancio di chiusura: avviamento relativo all’azienda trasferita; elementi patrimoniali interamente ammortizzati ma ancora utilizzati nell’attività produttiva e provvisti di valore economico positivo; entità immateriali non iscritte nel bilancio di chiusura, ma pertinenti l’azienda trasferita ed iscrivibili nel bilancio d’esercizio in base alle disposizioni del Codice Civile ed al Principio contabile 24;
b) i valori sono i medesimi valori contabili del bilancio di chiusura (rettificati dalle operazioni di consolidamento) ed i valori correnti iscritti in sostituzione del disavanzo da scissione;
c) l’imputazione agli elementi dell’attivo e del passivo effettuato sulla base di una situazione contabile espressa a valori correnti e mediante rettifiche extra-contabili, così come previsto dalla normativa sopra indicata, comporta l’iscrizione delle imposte differite ed anticipate a fronte di tali rettifiche extracontabili. Tali imposte, data l’irrilevanza fiscale dei plus/minusvalori emersi dal procedimento di scissione secondo l’attuale normativa tributaria, avranno l’obiettivo di neutralizzare i maggiori o minori carichi fiscali che potranno emergere negli esercizi successivi. Si fa rinvio, come per la fusione, al Principio contabile 25 e si fa riferimento, per l’iscrizione dell’avviamento, a quanto osservato alla nota n. 13 a proposito delle fusioni.