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OIC 4 - Fusione e scissione: 4.2.1. La retroattività reddituale, contabile e fiscale - profili generali - Part. II Scissione

Riferimenti OIC
PARTE SECONDA: LA SCISSIONE
4 BILANCI E DOCUMENTI CONTABILI NELLA SCISSIONE
4.2.1. La retroattività reddituale, contabile e fiscale
Descrizione

Anche nella scissione occorre distinguere fra effetti “reali”, “erga omnes”, dell’operazione ed effetti “obbligatori”.
Gli effetti reali consistono: a) nella scissione totale:
• nell’estinzione della scissa;
• nella successione di ciascuna beneficiaria nella porzione di patrimonio della
scissa ad essa assegnata e nei rapporti giuridici ad essa connessi ed a fronte della quale viene determinato un quantitativo di azioni delle società beneficiarie, che ne costituiscono il corrispettivo;
• nella “conversione” per i soci della scissa delle partecipazioni nella scissa stessa in partecipazioni in una o più beneficiarie.
b) nella scissione parziale, per i soci della scissa nell’assunzione delle partecipazioni nelle beneficiarie, in aggiunta a quelle vantate nei confronti della scissa stessa.
Secondo quanto previsto dall’art. 2506-quater, comma 1, del Codice Civile, gli effetti reali si realizzano dal momento in cui avviene l’ultima delle iscrizioni dell’atto di scissione nel Registro delle imprese in cui sono iscritte le società beneficiarie. Così come nella fusione per incorporazione, anche nella “scissione per incorporazione”, ossia con società beneficiarie preesistenti, è possibile differire la data nella quale si verifica l’effetto reale, ma non anticiparla.
Per quanto riguarda gli effetti obbligatori, e quindi reddituali e contabili, l’art. 2506- quater del Codice Civile richiama le disposizioni in tema di fusione e quindi nel progetto di scissione “devono risultare i dati indicati nel primo comma dell’art. 2501 ter” che disciplina il contenuto del progetto di fusione; dunque, anche quelli previsti dal n. 5) - data a decorrere dalla quale le azioni o quote emesse dalle beneficiarie “partecipano agli utili” e dal n. 6) - data a decorrere dalla quale le operazioni della società scissa sono imputate al bilancio delle società beneficiarie.
Relativamente agli aspetti fiscali, l’art. 173, comma 11, del T.U.I.R. contiene una norma che è notevolmente diversa da quella riguardante le fusioni, la quale recita: “Ai fini delle imposte sui redditi, la decorrenza degli effetti della scissione è regolata secondo le disposizioni del comma 1 dell’art. 2506-quater del Codice Civile, ma la retrodatazione degli effetti, ai sensi dell’art. 2501-ter numeri 5 e 6, dello stesso Codice, opera limitatamente ai casi di scissione totale ed a condizione che vi sia coincidenza tra la chiusura dell’ultimo periodo di imposta della società scissa e delle beneficiarie e per la fase posteriore a tale periodo”.
Anche in questo caso, come nella fusione, occorre tener conto delle limitazioni poste dalla norma tributaria alla apparentemente ampia libertà di scelta della data alla quale vogliono anticiparsi gli effetti contabili della scissione. Va infatti considerato che, ai fini pratici, la retroattività contabile non accompagnata da una coeva retroattività fiscale, anche se in astratto può ritenersi ammessa, non consente di ottenere quei benefici per i quali si fa ricorso, nella generalità dei casi, all’anticipazione degli effetti (contabili) dell’operazione: vale a dire, ad evitare la redazione di un bilancio di chiusura completo della scissa relativo al periodo “interinale” (compreso fra la data cui vengono fatti retroagire gli effetti contabili e la data degli effetti reali) e di un’apposita dichiarazione dei redditi, in modo anche da ottenere la compensazione delle perdite della scissa con gli utili delle beneficiarie, e viceversa.
Occorre inoltre considerare che nelle scissioni, dato che la retroattività contabile e fiscale va concepita nei confronti di ciascuna delle società beneficiarie e limitatamente al risultato economico dell’azienda o del ramo d’azienda ad essa trasferito, vi sarà una pluralità di bilanci di chiusura, uno per ciascuna beneficiaria.
Si pone, dunque, il problema della tenuta di contabilità sezionali per ciascuna delle aziende trasferite, con le modalità che vengono di seguito precisate.