Salta al contenuto principale

OIC 4 - Fusione e scissione: 3.3. Principali aspetti fiscali (cenni) ed implicazioni contabili - 3.3.3. modalità di riporto delle perdite fiscali in capo alla società risultante dalla fusione o alla incorporante - Part. I Fusione

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA: LA FUSIONE
3. NORMATIVA CIVILISTICA, FISCALE (CENNI) E PROCEDIMENTO DI FUSIONE
3.3. Principali aspetti fiscali (cenni) ed implicazioni contabili
Descrizione

Il comma 7 dell’art. 172 consente, alla società risultante dalla fusione o incorporante, il riporto delle perdite di tutte le società che partecipano alla fusione (compresa l’incorporante) soltanto a condizione che tali società siano “operative”. L’operatività sussiste se ricavi e proventi dell’attività caratteristica e spese per lavoro subordinato, risultanti dal conto economico delle società le cui perdite sono riportabili relativo all’esercizio precedente a quello nel quale la fusione è stata deliberata, sono superiori al quaranta per cento della media dei due esercizi anteriori. Inoltre, le perdite sono riportabili per la parte che non eccede l’ammontare del rispettivo patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio d’esercizio, oppure, se inferiore, dalla situazione patrimoniale di cui all’art. 2501 quater del Codice Civile, senza tenere conto dei conferimenti e versamenti fatti negli ultimi ventiquattro mesi anteriori alla data cui si riferisce la situazione stessa.
L’articolo 35 del decreto legge n. 223/064 ha esteso le regole illustrate anche alle fusioni con effetto retroattivo, eliminando così il vantaggio derivante da eventuali compensazioni. In sostanza, in caso di retrodatazione degli effetti fiscali della fusione, le limitazioni al riporto delle perdite si applicano anche al risultato negativo, determinato applicando le regole ordinarie, che si sarebbe generato in modo autonomo in capo ai soggetti che partecipano alla fusione in relazione al periodo che intercorre tra l’inizio del periodo di imposta e la data antecedente a quella di efficacia giuridica della fusione. Ovviamente, per determinare il risultato negativo che si sarebbe generato in modo autonomo in capo alle società che partecipano alla fusione, si deve operare extracontabilmente, ricostruendo lo stesso.
La disposizione si applica a partire dalle fusioni deliberate dalle assemblee delle società partecipanti dalla data di entrata in vigore del decreto legge, ovvero dal 4 luglio 2006. Tuttavia, l’Amministrazione Finanziaria si riserva l’eventuale verifica delle operazioni deliberate in precedenza, applicando la norma antielusiva, prevista dall’art. 37-bis del Dpr n. 600/73.
(4) Il decreto legge n.223 del 4 luglio 2006 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.153 del 4 luglio 2006.