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OIC 4 - Fusione e scissione: 3.2. Effetti della scissione (art. 2506-quater del Codice Civile) - Part. II Scissione

Riferimenti OIC
PARTE SECONDA: LA SCISSIONE
3. NORMATIVA CIVILISTICA, FISCALE (CENNI) E PROCEDIMENTO DI SCISSIONE
3.2. Effetti della scissione (art. 2506-quater del Codice Civile)
Descrizione

L’effetto legale della scissione si verifica alla data dell’ultima delle iscrizioni dell’atto di scissione relative alle società beneficiarie. Tale effetto può essere postdatato per le sole scissioni per incorporazione, con società beneficiarie già esistenti. È ammessa, come per le fusioni, la retrodatazione della data di inizio della partecipazione agli utili delle nuove azioni o quote e la retrodatazione dei soli effetti contabili e fiscali, ma occorre tener conto delle disposizioni in materia dell’art. 173 del T.U.I.R. di cui si dirà successivamente.
Eseguite le iscrizioni dell’atto di scissione, l’invalidità della scissione non può più essere pronunciata ed i soci ed i terzi danneggiati dalla scissione possono solo far ricorso all’azione per il risarcimento del danno (art. 2506-ter che richiama l’art. 2504-quater del Codice Civile).
Anche per la scissione, viene disposta l’applicabilità delle disposizioni dell’art. 2504-ter sul divieto di assegnazione di azioni o quote.
Pertanto:
• le società beneficiarie di nuova costituzione non possono assegnare azioni o quote ai
soci della società scissa in sostituzione delle azioni proprie di quest’ultima ed anche se possedute attraverso società fiduciarie o persone interposte, nè in sostituzione delle azioni o quote della scissa possedute da altre beneficiarie già esistenti, o di azioni proprie di queste ultime. Pertanto, anche nella scissione le azioni proprie possedute dalla società scissa devono essere annullate, con l’annullamento della corrispondente “riserva per azioni proprie in portafoglio” e non rilevano ai fini della determinazione del rapporto di cambio e della valutazione del patrimonio delle società interessate;
• le società beneficiarie già costituite non possono assegnare azioni o quote ai soci della scissa in sostituzione delle azioni di quest’ultima possedute ed anche tramite società fiduciarie o persone interposte dalle stesse società beneficiarie o dalla medesima società scissa. Ciò significa che le partecipazioni nella società scissa possedute dalle società beneficiarie devono essere annullate, anche se totalitarie, a fronte della corrispondente quota di patrimonio ricevuta dalla scissa. Tale annullamento genera nella normalità dei casi un avanzo o disavanzo di scissione, che è analogo, come si vedrà, all’avanzo o disavanzo di fusione “da annullamento”.