OIC 25 - Imposte sul reddito: consolidato fiscale - finalità del regime di consolidato fiscale

Riferimenti OIC
DISCIPLINA DEL CONSOLIDATO FISCALE E DELLA TRASPARENZA FISCALE
Consolidato fiscale
Descrizione

Il regime del consolidato fiscale, nelle due diverse modalità del consolidato nazionale e mondiale, prevede la tassazione dei gruppi su base consolidata, ossia consente la determinazione di un’unica base imponibile in capo alla società consolidante.
Il procedimento di consolidamento previsto dalla norma tributaria si sostanzia in un’aggregazione di imponibili IRES, determinati in capo alle singole società aderenti, effettuato dalla consolidante per determinare il “reddito complessivo globale”.
Gli imponibili delle società che partecipano al consolidato sono assunti per l’intero importo, indipendentemente dalla quota di partecipazione riferibile alla società consolidante (metodo di consolidamento integrale). Nella medesima misura le perdite fiscali delle società che partecipano al consolidato possono essere utilizzate in diminuzione dei redditi prodotti dalle altre società del gruppo.
Il regime di consolidamento è un sistema opzionale bilaterale: l’opzione deve, infatti, essere esercitata congiuntamente da ciascuna società consolidata e dalla società consolidante.
La consolidante assume l’onere di calcolo dell’imposta sul reddito complessivo globale e del relativo versamento del saldo e degli acconti nei confronti dell’Erario. Le società consolidate non perdono, tuttavia, la rispettiva soggettività tributaria, sebbene il particolare istituto ne modifichi i contenuti, tra i quali il mancato rapporto diretto con l’Erario in merito agli obblighi di versamento e rimborso d’ imposta.
Con il consolidato mondiale viene estesa la possibilità di includere nella tassazione di gruppo anche le società non residenti, con gli stessi criteri e modalità previste per il consolidato nazionale, salvo alcune peculiarità.
I rapporti giuridici, economici e finanziari derivanti dall’adesione al consolidato fiscale sono regolati da specifici accordi di carattere privatistico tra le parti, attraverso un “contratto di consolidamento fiscale”. Gli accordi di consolidamento possono prevedere la ripartizione degli eventuali benefici fiscali – sia di ordine finanziario (derivanti, ad esempio, dallo slittamento in avanti del versamento delle imposte dovute) che di ordine economico (derivanti da un effettivo e definitivo risparmio fiscale) – in modo differenziato a seconda delle diverse situazioni e della composizione del capitale sociale delle diverse entità che partecipano alla procedura. Le politiche fiscali del gruppo, ad esempio, potranno essere differentemente strutturate a seconda che il risultato complessivo sia rappresentato da un reddito imponibile soggetto ad imposta ovvero da una perdita fiscale di cui si prevede il recupero eventuale soltanto dopo alcune annualità.
Il contratto di consolidato fiscale stabilisce inoltre il criterio di ripartizione/utilizzo delle perdite fiscali all’interno delle società del gruppo, in particolare nell’eventualità che le perdite conseguite dalle controllate siano superiori agli imponibili positivi generati dalle altre società partecipanti al consolidato fiscale.
Gli effetti contabili che derivano dall’applicazione del consolidamento fiscale dipendono direttamente dalle clausole contenute nel contratto. Pertanto, nei paragrafi successivi e negli esempi presentati si fa riferimento ad alcune tipologie contrattuali, senza che queste debbano essere considerate esaustive delle possibili soluzioni che gli accordi di consolidamento possono prevedere.