Operazioni e saldi denominati in valuta estera

Redazione

La nuova norma codicistica ha specificato le modalità di trattamento delle operazioni e dei saldi denominati in valuta estera:

  • dettando criteri specifici riguardo ai tassi di cambio da utilizzare per convertire i valori nella valuta di conto;
  • apportando modifiche agli schemi contabili ai fini di rappresentare più appropriatamente il rischio di cambio in bilancio.

Le nuove disposizioni costituiscono una novità solo per le imprese industriali e commerciali che redigono il bilancio secondo il D.Lgs. 127 del 1991.

Per quanto riguarda le modifiche di forma l’art. 2425 è stato modificato prevedendo l’inserimento nello schema di conto economico, della voce 17 bis “utili e perdite su cambi”. I nuovi criteri di prima iscrizione prevedono che “ i ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta”. (art. 2425-bis, comma 2).

I criteri di valutazione prevedono che:

  • «...le attività e le passività in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni materiali, immateriali e di quelle finanziarie costituite da partecipazioni rilevate al costo, devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell'esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al Conto Economico e l'eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo» (art. 2426, n° 8-bis, così come modificato dal D.Lgs. n. 310 del 2004);
  • «le immobilizzazioni in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio al momento del loro acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell'esercizio se la riduzione debba giudicarsi durevole» (art. 2426, n° 8-bis, così come modificato dal D.Lgs. correttivo citato).

La nota integrativa deve evidenziare:

  • « … eventuali effetti significativi delle variazioni nei cambi valutari verificatesi successivamente alla chiusura dell'esercizio» (art. 2427, n° 6-bis);
  • il vincolo di indistribuibilità della riserva patrimoniale costituita con l’utile netto risultante dal processo di valutazione ai cambi di fine esercizio delle poste in valuta.

La riserva, costituita a fronte di utili netti su cambi, ha la funzione di non consentire la distribuzione ai soci di un provento non realizzato.

Il documento Oic 1 precisa che l'importo dell'eventuale utile netto derivante dall'adeguamento ai cambi di fine esercizio delle poste in valuta concorre alla formazione del risultato d'esercizio e soltanto in sede di approvazione del bilancio e conseguente destinazione del risultato è iscritto, per la parte non assorbita dalla eventuale perdita d'esercizio, nonché della riserva legale (in quanto destinazione prioritaria), in una riserva non distribuibile sino al momento del successivo realizzo.

Tale riserva, precisa sempre il medesimo documento interpretativo citato, può essere utilizzata, fin dall'esercizio della sua iscrizione, a copertura di perdite di esercizi precedenti. Si rinvia al documento Oic per un esempio di prospetto da riportare nella nota integrativa.

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