Fiscalità differita

Redazione

Il Legislatore è intervenuto ad integrare gli schemi di bilancio e i dettagli di nota integrativa delle imprese che redigono il bilancio ai sensi del D.Lgs. 127 del 1991 al fine di consentire una più puntuale rappresentazione della fiscalità corrente e differita.

Tali nuove disposizioni codicistiche recepiscono quanto già richiesto dalla prassi contabile, dalle raccomandazioni Consob e dalla disciplina specialistica per le banche. In sintesi:

  • nello schema di stato patrimoniale, di cui all’art. 2424 c.c., sono stati inseriti il n. 4-bis) - crediti tributari e il n. 4-ter) - imposte anticipate, alla voce C-II Crediti dell’ Attivo. Inoltre si è indicato che il n. 2 della voce B del Passivo - Fondi per rischi e oneri contiene i fondi "per imposte, anche differite";
  • lo schema di conto economico, di cui all’ art. 2425 c.c., è stato integrato nel contenuto del n. 22 denominando tale voce "imposte sul reddito dell’ esercizio, correnti, differite e anticipate";
  • infine il n. 14 dell’ art. 2427 c.c. è stato sostituito prevedendo che la nota integrativa fornisca utili informazioni circa le modalità di determinazione delle imposte differite e anticipate.

Per le società commerciali e industriali la nuova voce di stato patrimoniale (crediti tributari) accoglierà le imposte versate in eccedenza per le quali la società abbia diritto al rimborso. E’ stata prevista la separata indicazione, al n. 4-ter, delle imposte anticipate in considerazione della diversa natura delle medesime che non è propriamente quella di un credito riscuotibile, bensì quella di minori imposte da pagare per il futuro.

L’iscrizione delle imposte anticipate avviene in presenza di una ragionevole certezza della loro realizzazione finanziaria futura, in relazione alla capienza dei redditi imponibili attesi.

Nel passivo:

  • la voce "D-12 Debiti tributari" riporta i debiti d’imposta cui la società è tenuta;
  • la voce "B-2 fondi imposte" accoglie, secondo la stima operata dagli amministratori, gli oneri tributari da liquidarsi ed accertarsi a cura degli uffici dell’Amministrazione finanziaria, i debiti tributari in contenzioso, nonché le eventuali maggiori imposte che si reputa saranno dovute in futuro in conseguenza di risparmi d’imposta conseguiti nell’ esercizio in virtù di particolari disposizioni tributarie, le c.d. "imposte differite passive.

Delle imposte differite, attive o passive, secondo quanto disposto dal nuovo n. 14 dell’art. 2427 si devono fornire in nota integrativa le seguenti informazioni:

  • la descrizione delle differenze temporanee che hanno comportato la rilevazione di imposte anticipate e differite;
  • l’aliquota applicata;
  • le variazioni rispetto all’esercizio precedente;
  • gli importi accreditati o addebitati a conto economico oppure a patrimonio netto;
  • le voci escluse dal computo e le relative motivazioni.

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