Finanziamenti da soci

Redazione

L’art. 2424, D) 3, C.c., prevede l’indicazione specifica nello stato patrimoniale dei debiti verso soci per finanziamenti.

La voce non accoglie:

  • i versamenti per apporti in conto capitale;
  • i rapporti debitori che traggono origine dai normali rapporti commerciali tra la società e il socio;
  • i debiti verso i soci di controllo (da esplicitare nella voce D11);
  • i debiti verso società collegate (da esplicitare nella voce D10).

La nuova voce deve essere, quindi, alimentata solo in caso di finanziamenti:

  • erogati al di fuori dell’attività tipica;
  • derivanti da soci non di controllo e che non sono nemmeno società collegate.

E’ previsto, inoltre, che in nota integrativa vengano dettagliati i finanziamenti erogati dai soci (di controllo o meno) dando separata indicazione di quelli caratterizzati da clausola di postergazione. L' art. 2497 quinquies c.c. prevede, infatti, che ai finanziamenti effettuati a favore della società da chi esercita attività di direzione e coordinamento, o da altri soggetti sottoposti, si applica l'articolo 2467 che richiede, per alcuni tipi di finanziamento soci (quelli concessi in un momento in cui, anche in considerazione del tipo di attività esercitata dalla società, risulta un eccessivo squilibrio dell'indebitamento rispetto al patrimonio netto o quelli che sono stati concessi in una situazione finanziaria della società nella quale sarebbe stato ragionevole un conferimento) la postergazione rispetto alla soddisfazione degli altri creditori. Il rimborso, avvenuto nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento, deve essere restituito.

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