Codice di autodisciplina

Redazione

Il Codice di Autodisciplina delle società quotate richiede che il consiglio di amministrazione adotti misure volte ad assicurare che le operazioni nelle quali un amministratore sia portatore di un interesse, per conto proprio o di terzi, e quelle poste in essere con parti correlate vengano compiute in modo trasparente e rispettando criteri di correttezza sostanziale e procedurale.

In particolare, esso evidenzia che il consiglio di amministrazione:

  • sentito il comitato per il controllo interno, stabilisca le modalità di approvazione e di esecuzione delle operazioni poste in essere dall’emittente, o dalle sue controllate, con parti correlate. Definisca, in particolare, le specifiche operazioni (ovvero determina i criteri per individuare le operazioni) che debbono essere approvate previo parere dello stesso comitato per il controllo interno e/o con l’assistenza di esperti indipendenti;
  • adotti soluzioni operative idonee ad agevolare l’individuazione ed una adeguata gestione delle situazioni in cui un amministratore sia portatore di un interesse per conto proprio o di terzi. Ritornando alle disposizioni codicistiche si osserva che il concetto di parte correlata non viene definito dal codice civile, ma deve essere rinvenuto dal regolamento Consob n. 11971/99 e successive modifiche ed integrazioni.

Si tratta in sostanza dei «soggetti definiti tali dal principio contabile internazionale concernente l’informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate, adottato secondo la procedura di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1606/2002».

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