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B.III.1.a - Partecipazioni in imprese controllate

XBRL Data
Bilancio Consolidato
Si
Bilancio Individuale
Si
Bilancio Abbreviato

B.III - Immobilizzazioni finanziarie

Bilancio Micro

B.III - Immobilizzazioni finanziarie

Struttura Bilancio
Stato patrimoniale
Attivo
B) IMMOBILIZZAZIONI

B.III - Immobilizzazioni finanziarie

Livelli della struttura del bilancio a cui si riferisce la voce
Analisi di bilancio
Bilancio Riclassificato
Raccordo con la voce del bilancio riclassificato

OIC

Valutazione e rilevazioni successive

Il risultato di bilancio della partecipata, al termine delle rettifiche di cui al paragrafo precedente, si assume nel bilancio della partecipante in misura corrispondente alla frazione di capitale posseduto. In particolare, tale risultato va moltiplicato per la percentuale di partecipazione della partecipante nella ripartizione degli utili, sia detto risultato un utile o una perdita d’esercizio.

Nel caso di utili e perdite derivanti da operazioni tra la partecipante (incluse le sue controllate consolidate) e una partecipata, la partecipante elimina nel proprio bilancio tali utili o perdite solo per la sua quota d’interessenza nella partecipata.

L’utile o la perdita d’esercizio della partecipata, debitamente rettificato, è imputato nel conto economico della partecipante, per la quota di sua pertinenza, secondo il principio di competenza economica, quindi nello stesso esercizio al quale il risultato si riferisce.
L’utile si rileva: nella voce D18a) “rivalutazioni di partecipazioni” ed ha quale contropartita l’incremento nello stato patrimoniale della posta la voce BIII1a) “partecipazioni in imprese controllate” oppure la voce BIII1b) “partecipazioni in imprese collegate”.
La perdita si rileva nella voce D19a) “svalutazioni di partecipazioni” e comporta una riduzione delle voci delle partecipazioni iscritte nell’attivo immobilizzato sopra indicate.
Il risultato d’esercizio della partecipata concorre così alla formazione del risultato d’esercizio della partecipante.

L’articolo 2426, comma 1, numero 4, 3° capoverso prevede che negli esercizi successivi le plusvalenze, derivanti dall’applicazione del metodo del patrimonio netto, rispetto al valore indicato nel bilancio dell’esercizio precedente sono iscritte in una riserva non distribuibile.

Nel caso in cui il valore della partecipazione diventi negativo per effetto di perdite, la partecipazione si azzera. Se la partecipante è legalmente o altrimenti impegnata al sostenimento della partecipata, le perdite ulteriori rispetto a quelle che hanno comportato l’azzeramento della partecipazione sono contabilizzate in un fondo per rischi ed oneri.

La partecipazione si svaluta comunque in presenza di perdite durevoli di valore, determinate ai sensi di quanto disposto dall’OIC 21, anche nei casi in cui ciò comporti la necessità di iscrivere la partecipazione ad un importo inferiore a quello determinato applicando il metodo del patrimonio netto. Ciò si verifica quando la perdita di valore sia causata da fattori che non trovano riflesso immediato nei risultati negativi della partecipata.

In presenza di più partecipazioni, alle quali debba applicarsi il metodo del patrimonio netto, questo si applica ad ogni singola partecipazione e di conseguenza non può essere effettuata una valutazione su base aggregata delle partecipazioni. Pertanto la svalutazione da apportare ad una partecipazione non può essere compensata dal mancato riconoscimento del maggior valore, attribuibile ad altre, derivante dall’applicazione del metodo del patrimonio netto.

Se il patrimonio netto della partecipata aumenta o diminuisce per ragioni diverse dal risultato d’esercizio, per esempio in conseguenza della rivalutazione monetaria disposta in forza di leggi speciali, della movimentazione della riserva per operazioni di copertura di flussi finanziari attesi (disciplinata dall’OIC 32), della riduzione del capitale sociale o della distribuzione di riserve, in misura corrispondente sarà rispettivamente aumentato o ridotto nello stato patrimoniale della partecipante il valore della partecipazione e quello della riserva indistribuibile. Tali variazioni non sono imputate nel conto economico della partecipante.

Nel caso di operazioni sul capitale che modificano la misura del patrimonio netto della partecipata di pertinenza della partecipante (come ad esempio nel caso in cui la partecipata faccia un aumento di capitale a favore di un altro socio oppure acquisti le proprie azioni da un terzo socio per poi annullarle), la variazione di valore della partecipazione va iscritta alla stregua di un’operazione realizzativa effettuata con terzi che incrementa o riduce il valore della partecipazione. Se l’ammontare di patrimonio netto riferibile alla partecipante aumenta, si incrementa il valore della partecipazione iscritto nell’attivo dello stato patrimoniale in contropartita della voce D18a) “rivalutazioni di partecipazioni”, mentre se diminuisce si riduce il valore della partecipazione in contropartita alla voce D19a) “svalutazioni di partecipazioni”.

I dividendi e gli utili distribuiti dalla partecipata costituiscono per la partecipante componenti positivi di reddito. Tuttavia, essendo stati già rilevati dalla partecipante quali utili prodotti dalla partecipata, essi non possono essere imputati nel conto economico, pena un’ evidente duplicazione.
I dividendi e gli utili percepiti sono pertanto portati a riduzione della corrispondente voce “partecipazioni”; nel contempo si libererà, diventando disponibile, una corrispondente quota della riserva non distribuibile da rivalutazione della partecipazione.