Quali sono le direttive contabili europee

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Redazione
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La guida illustra il processo di regolamentazione europea sui conti annuali e consolidati delle imprese. Nel 2015 è stata emanata la direttiva 2006/43/CE che abroga le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE. Essa è stata recepita in Italia con i seguenti provvedimenti legislativi: D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 139 e D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 136.

Indice

Direttive contabili in materia di bilancio

Modernizzazione

Riforma delle direttive contabili

Direttive contabili in materia di bilancio

Le direttive contabili erano originariamente le seguenti:

Le suddette direttive contabili sono stata recepite in Italia con i seguenti provvedimenti legislativi:

  • D.Lgs. 9 aprile 1991, n. 127, per le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE;
  • D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 87, per la direttiva 86/635/CEE;
  • D.Lgs. 26 maggio 1997, n. 173, per la direttiva 91/674/CEE.

Modernizzazione

Il processo di modernizzazione delle direttive contabili europee ha avuto come obbiettivo l’adozione di un unico insieme di principi contabili validi su scala mondiale, rendendo così più trasparenti e più facilmente comparabili i conti delle società nell’ambito dell'Unione europea. Ciò anche al fine di rimuovere i rimanenti ostacoli alla negoziazione transfrontaliera di valori mobiliari.

Nella comunicazione del giugno del 2000, la Commissione europea ha ricordato che «il Consiglio europeo di Lisbona ha esplicitamente sottolineato l'importanza della comparabilità dell'informativa finanziaria per un mercato mobiliare europeo efficiente e dotato di spessore e di liquidità». La Commissione, inoltre, «ritiene che la soluzione consista nell'adozione degli International Accounting Standards (IAS)».

Per attuare il suddetto obbiettivo è stato:

  • emanato il Regolamento CE n. 1606/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 giugno 2002, con l’obiettivo di stabilire quali soggetti sono obbligati alla redazione dei conti consolidati secondo gli standard IAS/IFRS;
  • allineare le direttive contabili UE agli IAS; esse, infatti, continueranno ad applicarsi alle imprese non obbligate all’adozione degli IAS/IFRS e a disciplinare gli aspetti che non rientrano nel citato regolamento (come, ad esempio, l’obbligo di sottoporre il bilancio a revisione e di predisporre una relazione sulla gestione).

Le direttive contabili emanate sono le seguenti:

  • 2001/65/CE del 27 Settembre 2001 (direttiva fair value), che prevede l’applicazione dei principi contabili internazionali riguardanti gli “strumenti finanziari”;
  • 2003/51/CE del 18 giugno 2003, che introduce una serie di principi e criteri contenuti nei documenti IAS/IFRS per consentire l’applicazione di tali documenti alle società non altrimenti obbligate all’applicazione del Regolamento n. 1606/2002;
  • 2006/43/CE del 17 maggio 2006 relativa alla revisione legale dei conti annuali e consolidati, che modifica le direttive 78/660/CEE, 83/349/CEE e abroga la direttiva 84/253/CEE;
  • 2006/46/CE del 14 giugno 2006, che introduce norme relative alla rappresentazione di operazioni fuori bilancio e con parti correlate per le società non altrimenti obbligate all’applicazione del Regolamento n. 1606/2002 e alla produzione di documenti relativi al governo societario da inserire nella relazione sulla gestione;
  • 2009/49/CE del 18 giugno 2009, che modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio per quanto riguarda taluni obblighi di comunicazione a carico delle società di medie dimensioni e l’obbligo di redigere conti consolidati.

Le suddette direttive contabili sono stata recepite in Italia con i seguenti provvedimenti legislativi:

Direttiva Decreto
2001/65/CE del 27 Settembre 2001 D.Lgs. 30 dicembre 2003, n. 394
2003/51/CE del 18 giugno 2003 D.Lgs. 2 febbraio 2007 n. 32
2006/43/CE del 17 maggio 2006 D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 39
2006/46/CE del 14 giugno 2006 D.Lgs. 3 novembre 2008 n. 173
2009/49/CE del 18 giugno 2009 D.Lgs. 31 marzo 2011 n. 56

Ai fini del recepimento delle opzioni previste dall'articolo 5 del Regolamento CE n. 1606/2002 è stato emanato il D.Lgs 28 febbraio 2005, n. 38.

Riforma delle direttive contabili

La riforma del 2015, avvenuta con l’emanazione delle direttiva 2006/43/CE, trae le mosse dalla comunicazione della Commissione intitolata “Legiferare con intelligenza nell'Unione europea”. L’obiettivo è quello di «elaborare e applicare normative di elevata qualità, nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, assicurando al tempo stesso che gli oneri amministrativi siano commisurati ai benefici arrecati».

L’attenzione è rivolta alle piccole e medie imprese e, in particolare, alle microentità, per le quali le direttive contabili sono spesso molto gravose.

La Direttiva 2006/43/CE abroga le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE. Essa è stata recepita in Italia con i seguenti provvedimenti legislativi:

  • il D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 139, concernente tutte le società di capitali che redigono il bilancio di esercizio e consolidato secondo il Codice civile. Il decreto, in particolare, integra e modifica il Codice civile (art. 6, commi 1 – 9) e il D.Lgs. n. 127/1991 (art. 6, commi 10 - 12), al fine di allineare le disposizioni in materia di bilancio di esercizio e consolidato alle disposizioni della Direttiva e altri provvedimenti legislativi già esistenti. Le disposizioni del decreto entrano in vigore dal 1° gennaio 2016 e si applicano ai bilanci relativi agli esercizi finanziari aventi inizio a partire da quella data;
  • il D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 136, relativo ai conti annuali e consolidati di banche e altri istituti finanziari (che non adottano gli IFRS), abroga e sostituisce il D.Lgs. 27 gennaio 1992, n. 87.

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