Cosa sono i corrispettivi elettronici

Cos’è il registro dei corrispettivi Photo by Ramiro Mendes on Unsplash
Redazione
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Dal 1° luglio 2019 è iniziata la graduale sostituzione degli scontrini e delle ricevute fiscali con i corrispettivi elettronici. Questo adempimento è in vigore per chi nel 2018 ha realizzato un volume d’affari superiore a 400.000 euro. Per gli altri operatori economici è decorso dal 1° gennaio 2020.

Ciò comporta per chi effettua operazioni di «commercio al minuto e attività assimilate», per le quali non è obbligatoria l’emissione della fattura (se non richiesta dal cliente), la necessità di certificare i corrispettivi tramite memorizzazione e trasmissione telematica degli stessi all’Agenzia delle entrate. Si tratta, oltre che dei commercianti, dei soggetti che attualmente emettono ricevute fiscali (artigiani, alberghi, ristoranti, ecc.).

Nel 2020, quindi, scontrini e ricevute verranno sostituiti da un documento commerciale, che potrà essere emesso esclusivamente utilizzando un registratore telematico (RT) o una procedura web messa a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle entrate.

Quali sono i vantaggi dei corrispettivi elettronici

L’introduzione dei corrispettivi elettronici comporta i seguenti vantaggi per gli operatori economici:

  • non occorrerà più tenere il registro dei corrispettivi. La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati sostituiscono infatti gli obblighi di registrazione delle operazioni effettuate in ciascun giorno;
  • non sarà più necessaria la conservazione delle copie dei documenti commerciali rilasciati ai clienti (come avveniva, per esempio, con le copie delle ricevute fiscali), con conseguente riduzione dei costi;
  • semplificazione operativa in quanto l’Agenzia delle entrate acquisirà i dati fiscali delle operazioni e potrà metterle a disposizione degli operatori Iva o dei loro intermediari, supportandoli nella compilazione della dichiarazione Iva e nella liquidazione dell’imposta;
  • chi si doterà di Registratore Telematico non dovrà più conservare il libretto di servizio, perché tutte le informazioni sulla verificazione periodica saranno memorizzate e trasmesse telematicamente all’Agenzia dall’apparecchio e potranno in qualsiasi momento essere consultate nel portale Fatture e Corrispettivi;
  • i costi per la verificazione periodica si riducono, rispetto a quelli sostenuti per i tradizionali registratori di cassa, in quanto si passa da una verificazione annuale a una biennale;
  • chi prima usava bollettari madre/figlia e utilizzerà la procedura web gratuita dell’Agenzia delle Entrate non sosterrà più il costo di acquisto del bollettario.

Si segnala, infine, che per l’acquisto del registratore telematico o per l’adattamento del vecchio registratore di cassa è concesso, solo per anni 2019 e 2020, un contributo sotto forma di credito d’imposta. In particolare, il credito d’imposta spetta nella misura complessivamente pari, per ogni strumento, al 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro in caso di acquisto e di 50 euro in caso di adattamento. Il credito può essere utilizzato in compensazione a decorrere dalla prima liquidazione periodica dell’Iva successiva al mese in cui è stata registrata la fattura relativa all’acquisto o all’adattamento ed è stato pagato, con modalità tracciabile, il relativo corrispettivo.

Per un approfondimento sul tema si rinvia alla guida dell’Agenzia delle Entrate sulla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi.

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