Come si registrano gli acquisti effettuati sui mercati esteri

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Redazione

Nella contabilizzazione degli acquisti effettuati all'estero occorre considerare i seguenti aspetti: l'eventualità che il regolamento dell'operazione possa avvenire in una moneta diversa da quella di conto; il trattamento dell'IVA che varia a seconda che l'operazione avvenga all'interno o all'esterno dell'Unione Europea.

Indice

Acquisti effettuati su mercati esteri

Acquisti regolati con moneta diversa da quella di conto

Trattamento dell’IVA

Acquisti effettuati su mercati esteri extracomunitari

Acquisti effettuati su mercati esteri

Nella contabilizzazione degli acquisti effettuati all'estero occorre considerare i seguenti aspetti:

  • l'eventualità che il regolamento dell'operazione possa avvenire in una moneta diversa da quella di conto;
  • il trattamento dell'IVA che varia a seconda che l'operazione avvenga all'interno o all'esterno dell'Unione Europea.

Acquisti regolati con moneta diversa da quella di conto

Qualora il regolamento avvenga in una moneta diversa da quella di conto occorre procedere alla conversione dell'operazione. In proposito l’articolo 2425-bis, secondo comma, codice civile, nel definire le regole per la rilevazione iniziale delle operazioni in valuta prevede che: «i ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta» e che tale cambio sia quello a pronti alla data dell’operazione.

Analogamente, «le attività e le passività in moneta estera, sia che derivino da operazioni di natura finanziaria, sia che derivino da operazioni di natura commerciale, sono rilevati in contabilità in moneta di conto al cambio in vigore alla data in cui si effettua l'operazione» (OIC 26 Operazioni, attività e passività in valuta estera, par. 21).

La rilevazione iniziale in moneta di conto con il cambio in vigore alla data in cui si effettua l'operazione non deve far dimenticare che l'obbligazione è assunta in moneta estera e quindi alla scadenza dovrà essere estinta in quella stessa moneta. Qualora, l’attività e passività in valuta non sia stata ancora estinta, a fine esercizio occorrerà procedere alla loro conversione. A tale fine occorre distinguere le poste monetarie da quelle non monetarie (art. 2426, numero 8-bis, codice civile):

  • le attività e le passività in valuta monetarie sono iscritte al cambio a pronti alla data di chiusura dell’esercizio. Gli eventuali utili o perdite su cambi devono essere imputati al conto economico e l’eventuale utile netto è accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo;
  • le attività e passività in valuta non monetarie devono essere iscritte al cambio vigente al momento del loro acquisto.

L’OIC 26, par. 29, chiarisce che per le poste monetarie occorre dare in bilancio evidenza «separata della componente valutativa da quella di conversione. In particolare, la componente valutativa è iscritta nella pertinente voce di conto economico mentre la differenza relativa all’adeguamento del tasso di cambio si imputa a conto economico nella voce C17-bis) “utili e perdite su cambi”».

L'operazione commerciale si conclude normalmente con la consegna del bene o l'ultimazione del servizio, mentre il regolamento del credito o del debito costituisce l'aspetto finanziario dell'operazione. Pertanto, le differenze di cambio che esprimono le variazioni nel tempo della valuta prescelta nella negoziazione danno luogo a proventi ed oneri rientranti nella gestione finanziaria dell'impresa.

Trattamento dell’IVA

Con riferimento al secondo punto, ossia il trattamento IVA, occorre distinguere le operazioni a seconda che esse siano intracomunitarie ovvero extracomunitarie.

Per gli acquisti intracomunitari vale la regola che l'imposta viene assolta nel Paese di destinazione. Sarà, quindi, l'operatore che effettua l’acquisto a rilevare l'IVA e pagare l'imposta. A tal fine le fatture devono essere opportunamente integrate e annotate sia nel registro delle vendite sia in quello degli acquisti intracomunitari (artt. 46 e 47, Decreto legge n. 331 del 30 agosto 1993).
In sintesi, si procederà nel seguente modo:

  • il cedente residente in altro Stato UE deve emettere la fattura senza l'imposta;
  • il cessionario soggetto passivo IVA in Italia deve numerare e integrare la fattura, applicando l'IVA. Inoltre, deve annotare la fattura sia sul registro delle fatture emesse sia su quello degli acquisti.

Per evitare la duplice annotazione nei registri IVA acquisti e vendite si può adottare il seguente procedimento (Cfr. C.M. n. 144/E del 8 settembre 1999):

  • riportare gli acquisti intracomunitari in un registro sezionale indicando anche l'ammontare in valuta;
  • trascrivere in un registro riepilogativo gli importi complessivi dei corrispettivi e dell'imposta risultanti dal registro sezionale.

Acquisti effettuati su mercati esteri extracomunitari

Per gli acquisti extracomunitari la riscossione dell'IVA avviene al momento dell'importazione della merce da parte dell'Amministrazione doganale. Lo spedizioniere anticipa l'IVA chiedendone il rimborso in un secondo momento unitamente ai diritti doganali e alle spese di trasporto. L'acquisto viene registrato separatamente senza IVA.

 

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