Chi è tenuto alla contabilità ai sensi della disciplina fiscale

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Per individuare quali sono i soggetti tenuti alla contabilità ai sensi della disciplina fiscale occorre fare riferimento al D.P.R 600/73, ossia al provvedimento che contiene le norme in materia di accertamento delle imposte sui redditi.

Indice

Soggetti obbligati alla tenuta della contabilità ai sensi della disciplina fiscale

Scritture contabili delle imprese commerciali, delle società e degli enti equiparati

Inventario e bilancio

Registro dei beni ammortizzabili

Contabilità semplificata per le imprese minori

Scritture contabili di particolari categorie di imprese

Scritture contabili dei sostituti d'imposta

Tenuta e conservazione delle scritture contabili

Soggetti obbligati alla tenuta della contabilità ai sensi della disciplina fiscale

L’art. 13 del D.P.R 600/73 stabilisce che, «ai fini dell'accertamento sono obbligati alla tenuta di scritture contabili:
a)    le società soggette all'imposta sul reddito delle persone giuridiche;
b)    gli enti pubblici e privati diversi dalle società, soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche, nonché i trust, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali;
c)    le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice e le società ad esse equiparate ai sensi dell'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597;
d)    le persone fisiche che esercitano imprese commerciali ai sensi dell'art. 51 del decreto indicato alla lettera precedente.
Sono inoltre obbligate alla tenuta di scritture contabili, a norma degli articoli 19 e 20:
e)    le persone fisiche che esercitano arti e professioni, ai sensi dell'art. 49, commi primo e secondo del decreto indicato al primo comma, lettera c);
f)    le società o associazioni fra artisti e professionisti di cui all'art. 5, lettera c), del decreto indicato alla precedente lettera;
g)    gli enti pubblici e privati diversi dalle società, soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche, nonché i trust, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali.
I soggetti obbligati ad operare ritenute alla fonte a titolo di acconto sui compensi corrisposti, di cui al successivo art. 21, devono tenere le scritture ivi indicate ai fini dell'accertamento del reddito dei percipienti.
I soggetti i quali, fuori dell'ipotesi di cui all'art. 28, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, svolgono attività di allevamento di animali, devono tenere le scritture contabili indicate nell'art. 18-bis».

Scritture contabili delle imprese commerciali, delle società e degli enti equiparati.

L’art. 14, comma 1, D.P.R. 600/73 stabilisce che:
Le società, gli enti e gli imprenditori commerciali di cui al primo comma dell'art. 13 devono in ogni caso tenere:

  • il libro giornale e il libro degli inventari;
  • i registri prescritti ai fini dell'imposta sul valore aggiunto;
  • scritture ausiliarie nelle quali devono essere registrati gli elementi patrimoniali e reddituali, raggruppati in categorie omogenee, in modo da consentire di desumerne chiaramente e distintamente i componenti positivi e negativi che concorrono alla determinazione del reddito;
  • scritture ausiliarie di magazzino, tenute in forma sistematica e secondo norme di ordinata contabilità, dirette a seguire le variazioni intervenute tra le consistenze negli inventari annuali;
  • il registro dei beni ammortizzabili e il registro riepilogativo di magazzino;
  • i libri sociali obbligatori di cui ai numeri 1 e seguenti dell'art. 2421 del codice civile.

Scritture ausiliarie di magazzino

Nelle scritture ausiliarie di magazzino devono essere registrate le quantità entrate ed uscite delle:

  • merci destinate alla vendita;
  • dei semilavorati, se distintamente classificati in inventario, esclusi i prodotti in corso di lavorazione;
  • dei prodotti finiti nonché delle materie prime e degli altri beni destinati ad essere in essi fisicamente incorporati;
  • degli imballaggi utilizzati per il confezionamento dei singoli prodotti;
  • delle materie prime tipicamente consumate nella fase produttiva dei servizi, nonché delle materie prime e degli altri beni incorporati durante la lavorazione dei beni del committente.

Sempre con riferimento alle scritture ausiliari di magazzino il decreto stabilisce che le rilevazioni dei beni, singoli o raggruppati per categorie di inventario, possono essere effettuate anche in forma riepilogativa con periodicità non superiore al mese. Nelle stesse scritture possono inoltre essere annotati, anche alla fine del periodo d'imposta, i cali e le altre variazioni di quantità' che determinano scostamenti tra le giacenze fisiche effettive e quelle desumibili dalle scritture di carico e scarico.
Particolari disposizioni sono previste per le attività di cessioni di beni effettuate da commercianti al minuto autorizzati in locali aperti al pubblico, in spacci interni, mediante apparecchi di distribuzione automatica, per corrispondenza, a domicilio o in forma ambulante e per le prestazioni alberghiere e le somministrazioni di alimenti e bevande effettuate dai pubblici esercizi, nelle mense aziendali o mediante apparecchi di distribuzione automatica (numeri 1 e 2 del primo comma dell'art. 22 del DPR 633/1972) e per la produzione di beni, opere, forniture e servizi la cui valutazione è effettuata a costi specifici o a norma dell'art. 63 del DPR 597/1973.
Dalle scritture ausiliarie di magazzino possono essere esclusi tutti i movimenti relativi a singoli beni o a categorie inventariali il cui costo complessivo nel periodo di imposta precedente non eccede il 20% di quello sostenuto nello stesso periodo per tutti i beni sopraindicati. I beni o le categorie inventariali che possono essere esclusi devono essere scelti tra quelli di trascurabile rilevanza percentuale.

Aggiornamento della contabilità connessi all’approvazione del bilancio

L’art. 14, comma 4, D.P.R. 600/73 stabilisce che «le società e gli enti il cui bilancio o rendiconto è soggetto per legge o per statuto all'approvazione dell'assemblea o di altri organi possono effettuare nelle scritture contabili gli aggiornamenti conseguenziali all'approvazione stessa fino al termine stabilito per la presentazione della dichiarazione».

Società che esercitano attività commerciali all'estero mediante stabili organizzazioni

L’art. 14, comma 5, D.P.R. 600/73 stabilisce che Le società, gli enti e gli imprenditori che esercitano attività commerciali all'estero mediante stabili organizzazioni e quelli non residenti che esercitano attività commerciali in Italia mediante stabili organizzazioni, «devono rilevare nella contabilità distintamente i fatti di gestione che interessano le stabili organizzazioni, determinando separatamente i risultati dell'esercizio relativi a ciascuna di esse».

Inventario e bilancio

L’art. 15, D.P.R. 600/73 stabilisce che le società, gli enti e gli imprenditori commerciali di cui al primo comma dell'art. 13, entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette devono in ogni caso redigere:

  • l'inventario e
  • il bilancio con il conto dei profitti e delle perdite, a norma dell'art. 2217 del codice civile.

E’ stabilito, inoltre, che «l'inventario, oltre agli elementi prescritti dal codice civile o da leggi speciali, deve indicare la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore e il valore attribuito a ciascun gruppo. Ove dall'inventario non si rilevino gli elementi che costituiscono ciascun gruppo e la loro ubicazione, devono essere tenute a disposizione dell'ufficio delle imposte le distinte che sono servite per la compilazione dell'inventario.
Nell'inventario degli imprenditori individuali devono essere distintamente indicate e valutate le attività e le passività relative all'impresa».
Il bilancio e il conto dei profitti e delle perdite, salve le disposizioni del codice civile e delle leggi speciali, possono essere redatti con qualsiasi metodo e secondo qualsiasi schema, purché conformi ai principi della tecnica contabile, con esclusione dei soggetti che, ammessi a regimi contabili semplificati, non hanno optato per il regime di contabilità ordinaria.

Registro dei beni ammortizzabili

L’art. 16, D.P.R. 600/73 stabilisce che «le società, gli enti e gli imprenditori commerciali, di cui al primo comma dell'art. 13, devono compilare il registro dei beni ammortizzabili entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione».
Nel registro devono essere indicati per ciascun immobile e per ciascuno dei beni iscritti in pubblici registri:

  • l'anno di acquisizione;
  • il costo originario;
  • le rivalutazioni;
  • le svalutazioni;
  • il fondo di ammortamento nella misura raggiunta al termine del periodo d'imposta precedente;
  • il coefficiente di ammortamento effettivamente praticato nel periodo d'imposta;
  • la quota annuale di ammortamento e le eliminazioni dal processo produttivo.

Per i beni diversi da quelli indicati nel punto precedente le suddette informazioni possono essere effettuate con riferimento a categorie di beni omogenee per anno di acquisizione e coefficiente di ammortamento.
Per i beni materiali strumentali per l'esercizio di alcune attività regolate di cui all'articolo 102-bis del TUIR, le informazioni sopra elencate possono essere effettuate con riferimento a categorie di beni omogenee per anno di acquisizione e vita utile.
Per i beni gratuitamente devolvibili deve essere distintamente indicata la quota annua che affluisce al fondo di ammortamento finanziario.
Se le quote annuali di ammortamento sono inferiori alla metà di quelle risultanti dall'applicazione dei coefficienti stabiliti ai sensi del secondo comma dell'art. 68 del DPR 597/1972, il minor ammontare deve essere distintamente indicato nel registro dei beni ammortizzabili.
I costi di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione di cui all'ultimo comma del detto art. 68, che non siano immediatamente deducibili, non si sommano al valore dei beni cui si riferiscono ma sono iscritti in voci separate del registro dei beni ammortizzabili a seconda dell'anno di formazione.

Contabilità semplificata per le imprese minori

L’art. 18, D.P.R. 600/73 stabilisce che le disposizioni relative alle scritture contabili si applicano anche ai soggetti che, a norma del codice civile, non sono obbligati alla loro tenuta ai sensi dello stesso codice. Tuttavia, sono esonerati per l'anno successivo dalla tenuta delle scritture contabili le società in nome collettivo, le società in accomandita semplice e le società ad esse equiparate ai sensi dell'art. 5 del DPR 597/1973, nonché le persone fisiche che esercitano imprese commerciali, qualora i ricavi indicati agli articoli 57 e 85 del TUIR, ovvero conseguiti nell'ultimo anno di applicazione dei criteri previsti dall'articolo 109, comma 2, del medesimo testo unico, non abbiano superato l'ammontare di:

  • 400.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, ovvero di
  • 700.000 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività.

L’art. 18, D.P.R. 600/73 stabilisce che «per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi e altre attività si fa riferimento all'ammontare dei ricavi relativi all'attività prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi, si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabiliti i criteri per l'individuazione delle attività consistenti nella prestazione di servizi».
I soggetti che fruiscono del suddetto esonero devono annotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti indicando per ciascun incasso:
a)    il relativo importo;
b)    le generalità, l'indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento;
c)    gli estremi della fattura o altro documento emesso.
Devono essere altresì annotate cronologicamente, in diverso registro e con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute nell'esercizio. Per ciascuna spesa devono essere fornite le indicazioni di cui alle lettere b) e c) del primo periodo.
I componenti positivi e negativi di reddito, diversi dai ricavi sono annotati nei registri obbligatori entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Il suddetto registro può essere sostituito da quello tenuto ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, «qualora vi siano iscritte separate annotazioni delle operazioni non soggette a registrazione ai fini della suddetta imposta. In luogo delle singole annotazioni relative a incassi e pagamenti, nell'ipotesi in cui l'incasso o il pagamento non sia avvenuto nell'anno di registrazione, nei registri deve essere riportato l'importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti con indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono. In tal caso, i ricavi percepiti e i costi sostenuti devono essere annotati separatamente nei registri stessi nel periodo d'imposta in cui vengono incassati o pagati, indicando ai sensi del comma 2, lettera c), il documento contabile già registrato ai fini dell'imposta sul valore aggiunto».
L’art. 18, D.P.R. 600/73 stabilisce, inoltre, quanto segue:

  • previa opzione, vincolante per almeno un triennio, i contribuenti possono tenere i registri ai fini dell'imposta sul valore aggiunto senza operare annotazioni relative a incassi e pagamenti, fermo restando l'obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione ai fini della suddetta imposta. In tal caso, per finalità di semplificazione si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento (comma 5).
  • i soggetti esonerati dagli adempimenti relativi all'imposta sul valore aggiunto non sono tenuti ad osservare le suddette disposizioni (comma 6);
  • il regime di contabilità semplificata previsto nel presente articolo si estende di anno in anno qualora non vengano superati gli importi minimi indicati (comma 7);
  • il contribuente ha facoltà di optare per il regime ordinario. L'opzione ha effetto dall'inizio del periodo d'imposta nel corso del quale è esercitata fino a quando non è revocata e, in ogni caso, per il periodo stesso e per i due successivi (comma 8);
  • i soggetti che intraprendono l'esercizio di impresa commerciale, qualora ritengano di percepire ricavi per un ammontare, ragguagliato ad un anno, non superiore ai limiti minimi indicati, possono, per il primo anno, tenere la contabilità semplificata di cui al presente articolo (comma 9);
  • per i rivenditori, in base a contratti estimatori, di giornali, di libri e di periodici, anche su supporti audiovideomagnetici, e per i distributori di carburante, ai fini del calcolo dei limiti di ammissione ai regimi semplificati di contabilità, i ricavi percepiti si assumono al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei predetti beni. Per le cessioni di generi di monopolio, valori bollati e postali, marche assicurative e valori similari, si considerano ricavi gli aggi percepiti spettanti ai rivenditori (comma 9);
  • ai fini delle presenti disposizioni si assumono come ricavi conseguiti nel periodo d'imposta le somme incassate registrate nei citati registri (comma 11).

Scritture contabili di particolari categorie di imprese

Il DPR 600/1973 stabilisce le seguenti disposizioni per particolari categorie di imprese

  • imprese di allevamento  - art. 18-bis;
  • altre attività agricole  - art. 18-ter;
  • esercenti arti e professioni  - art. 19;
  • enti non commerciali  - art. 20;
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale - art. 20-bis.

Scritture contabili dei sostituti d'imposta

L’art. 21, D.P.R. 600/73 stabilisce che i soggetti obbligati ad operare ritenute alla fonte a titolo di acconto sui compensi corrisposti (terzo comma dell'articolo 13, DPR 600/73) devono indicare, per ciascun dipendente, nel libro matricola o in altri libri obbligatori tenuti ai sensi della vigente legislazione sul lavoro, le detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 del TUIR, attribuite in base alla richiesta del dipendente effettuata a norma dell'articolo 23. Le somme e i valori corrisposti a ciascun dipendente devono risultare dal libro paga o da documenti equipollenti tenuti ai sensi della vigente legislazione sul lavoro.

Tenuta e conservazione delle scritture contabili

Le scritture contabili obbligatorie ai sensi del presente decreto, di altre leggi tributarie, del codice civile o di leggi speciali devono essere conservate fino a quando non siano definiti gli accertamenti relativi al corrispondente periodo di imposta, anche oltre il termine stabilito dall'art. 2220 del codice civile o da altre leggi tributarie, salvo il disposto dall'art. 2457 del detto codice. Gli eventuali supporti meccanografici, elettronici e similari devono essere conservati fino a quando i dati contabili in essi contenuti non siano stati stampati sui libri e registri previsti dalle vigenti disposizioni di legge. L'autorità adita in sede contenziosa puo' limitare l'obbligo di conservazione alle scritture rilevanti per la risoluzione della controversia in corso.
Fino allo stesso termine di cui al precedente comma devono essere conservati ordinatamente, per ciascun affare, gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevuti e le copie delle lettere e dei telegrammi spediti e delle fatture emesse.
Con decreti del Ministro per le finanze potranno essere determinate modalità semplificative per la tenuta del registro dei beni ammortizzabili e del registro riepilogativo di magazzino, in considerazione delle caratteristiche dei vari settori di attività».
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